Alla mia professoressa di Latino e Greco


A great teacher has little external history to record. His life goes over into other lives. These men are pillars in the intimate structure of our schools. They are more essential than its stones or beams, and they will continue to be a kindling force and a revealing power in our lives. (from The Emperor's club, 2002)


La mia professoressa di latino e greco Franca Piredda, rappresenta esattamente questo per me: una eterna storia da ricordare, una vita dentro la mia vita, un pilastro esseziale della mia gioventù e uno sprone onirico a tutti i miei impegni di studio.

Ricordo tutto di quei tre anni insieme, perchè non si può dimenticare nulla della professoressa Franca Piredda: il visetto curioso, incorniciato da quel caschetto intelligente, il cappottino rosso lunato e quei tailleurs stretti attorno ad un corpicino esile e asciutto che nascondeva una forza ipotiroidea da paura, indimenticabilli anche le sue manine scheletriche sempre atte a indicare errori e soluzioni.

Come dimenticare il passo felino delle sue ballerine/babbucce nel corridoio e i compitini a sorpresa consegnati con una velocità aliena, gli spostamenti dei banchi abilmente trascritti in schemi militari per verificare poi le "copiate" di noi studenti sezione D, "D" di disperati costretti a lasciare all'improvviso i banchi scritti e i fogliettini bignami con la sempre cara consapevolezza di andare a rovinare la nostra media aritmetica con qualche frase "ambigua" e "incompleta" nelle domande a risposta aperta o con qualche x "infelice" nelle domande a risposta multipla. A qualcuno è toccato in sorte pure un 0.5 come voto finale, e allo sguardo attonito che cercava l'altra parte del voto lei, secca e algida, rispondeva: " hai preso mezzo, si!".

E come dimenticare i tre livelli delle versioni dei compiti di latino e greco, le matitine colorate e l'analisi del periodo, le stanghette e l'analisi logica-grammaticale, l'ansia della traduzione e delle concordanze e delle scelte lessicali appropriate, ogni errore aveva il suo simbolo e per ogni versione ogni errore doveva poi essere registrato in appostiti registri da noi curati per la nostra autovalutazione, le attese poi di ricevere la sua valutazione della nostra autovalutazione con il voto marchiato sotto il nostro hanno scandito tutti i miei tre anni di Liceo insieme alla penna stilografica del professor Masala che lenta e inesorabile percorreva il registro; il respiro di sollievo dei graziati e lo sguardo di compassione dei compagni sulle due vittime non si cancellerà mai dai miei ricordi.

Dopo un Ginnasio un po' infelice, io ho trovato in lei la mia "professoressa di latino e greco" e ne è valsa la pena! Ricordo spesso la frase che lei disse nel corridoio del terzo piano alla mia professoressa del Ginnasio, la Ceccio, che silenziosa non potè fare altro che annuire davanti alle parole che suonavano più o meno così: "Cadeddu, davvero complimenti per la sua preparazione, è una da terzo livello". Io ero la e in quel momento ho tirato un sospiro di sollievo e di orgoglio che mi ha riempito per tutto il Liceo. Era una professoressa severa che sapeva farsi temere, ma era giusta e "appassionata convinta" e io le sarò per sempre grata per avermi trasmesso la sua passione e aver formato la mia mente secondo la logica classica, perchè è riuscita davvero nel suo scopo!

La sfida di imparare le lingue antiche era già nata in me durante il Ginnasio contro tutte gli accanimenti ingiusti nei miei confronti di quegli anni, ma la passione per il mondo antico è nata grazie solamente alla professoressa Piredda: senza la sua lezione sulla politica e la letteratura augustea, non mi sarei laureata a Bologna in Filologia, letteratura e tradizione classica cum laude e non avrei iniziato il dottorato in storia Romana all'università di Brussels, di questo ne sono certa.

Mi ha insegnato a leggere un testo antico con la matite colorate a vedere la logica dietro tutte quelle parole in fila, ma soprattutto che bisogna aprire il dizionario solo alla fine di tutte le analisi, perchè è la logica della frase che crea il suo significato.

Se tutte ciò si legge metaforicamente, la professoressa Piredda mi ha insegnato sottolineare la mia vita con matite colorate, a costruire "periodi" armoniosi e logici, senza dimenticare mai concordanze e parole, mi ha insegnato ad autovalutare testo e costesto e ad autovalutarmi, a non essere troppo buona con me stessa, ma nemmeno troppo dura, mi ha insegnato ad aspettare la valutazione degli altri e a sapere accettare un voto che non sempre coincide con il nostro e, infine, a non scoraggiarmi mai quando la media aritmetica scende, perchè i compitini sono a sorpresa e si può sempre recuperare.

Un grazie dal profondo della mia anima classica per il tuo essere stata la mia professoressa di Latino e Greco, grazie per tutti i batticuore che mi hai fatto prendere, per tutti i pomeriggi e le nottate a studiare, grazie per aver strappato le soluzioni durante la prova di greco della maturità e grazie per aver notato che io il nesso relativo ero riuscita a riconoscerlo, grazie perchè ancora oggi mi fai compagnia nei miei sogni, nelle notti prima dei miei esami, delle mie presentazioni e nelle ansie delle mie scadenze.


la tua alunna eternamente affezionata,

Maria Francesca Cadeddu (1-2-3 D)

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